Bologna, le facce del degrado

MerolaÈ andato a chiedere voti ai cittadini, Virginio Merola. Lo ha fatto da Piazza dell’Unità, davanti a una platea di giornalisti. Sono proprio i giornalisti in fondo il suo pubblico preferito. Sono abituati a raccontare le sue gesta come se fosse un eroe, tralasciando del tutto la verità. Nel regno del PD, obbedire al PD per molti è una prassi, la dignità è un ingrediente relativo, quasi dannoso, nell’animo dei servitori.

Proprio lui, Virginio Merola, sindaco uscente di Bologna, nemico dei cittadini, amico dei poteri forti, torna in strada. Ha detto di aver trascorso troppo tempo nei ministeri e poco tra la gente. Ma non occupandosi delle esigenze delle persone non poteva essere diverso. E quindi i voti dovrebbe andarli a chiedere a Farinetti e a tutti gli affaristi privilegiati dalla sua giunta, quelli che hanno avuto tutto da guadagnare dalla gestione comunale vergognosa e arbitraria degli ultimi cinque anni terribili. Questi illusionisti dell’imprenditoria, locale e nazionale, sì che lo voteranno, almeno finché non cambierà il vento, finché Virginio non verrà deposto dal nuovo buffone di corte, ugualmente disponibile, meglio maneggevole. Intanto il sindaco continuerà a girare per le piazze della città, ma se dovessero passare cittadini veri, da quelle parti, voleranno ortaggi a dispetto della crisi che spinge molti a non buttare via cibo.

Poi c’è la Borgonzoni, rappresentante dei razzisti 2.0, che gli si oppone al ballottaggio. Che dire della Borgonzoni? Perché mai parlare della Borgonzoni? Chi è la Borgonzoni?

E, soprattutto, che differenza c’è tra Merola e la Borgonzoni? E tra Renzi e Salvini? Tra i loro partiti? È tutta questione di tattica, di dettagli, stanno dentro allo stesso contenitore, il sistema delle autoreferenzialità, della conservazione del potere acquisito, della garanzia dei grossi gruppi finanziari, dell’abbattimento dei diritti delle persone e specificamente dei lavoratori.

Se attraverseranno Bologna insieme nei prossimi giorni di campagna elettorale, Merola, Borgonzoni, Renzi, Salvini, allora sì che dovremo parlare di degrado.

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