LIBRI

 

Prima_di_morire_per ALTREPOZZANGHERe

Illustrazione in copertina di Massimo Pescuma


PRIMA DI MORIRE, 2014, romanzo.

Alessandro Mantovani è stato ucciso. Prima di morire ha costruito relazioni personali e politiche che condizioneranno il futuro dell’intero Paese, la vita di suo fratello. Claudio si ritroverà coinvolto in una realtà lontana dalle sue abitudini di ricco dissipatore di tempo e denaro. Scoprirà che Alessandro era il riferimento di una organizzazione segreta, ormai pronta a intervenire in contesti di ingiustizia sociale. Veicolo della storia le donne che erano state vicine al fratello scomparso. Conservano informazioni, nascondono segreti, aprono porte. Sono sincere e reticenti, tenaci e sofferte, opportuniste. Una sola tra loro, al tempo dell’amore con Alessandro, “non lo avrebbe abbandonato, tradito, deluso, ignorato mai”. L’inadeguatezza culturale non preclude a Claudio le chiavi per una dimensione densa di rapporti, fatti, conflitto sociale. I quadri di Frida Kahlo e le canzoni dei Depeche Mode faranno solo da sfondo alla vicenda o lasceranno indicazioni da registrare?

ACQUA LOGORA, 2007, romanzo.

copertina acqua logora

Illustrazione in copertina di Pietro Franca

 

ESTRATTO “Chiudo il giornale”

Acqua logora - per ALTREPOZZANGheRE

Illustrazione in copertina di Nadia Di Paola

Chiudo il giornale mentre mi attraversa un cicaleccio di voci perdute nei silenzi della quotidianità partenopea, coperte da quell’omertà diffusa che consente tutto, ma che non ne preclude il contrario. Voci di donne che hanno subito la violenza dei loro uomini e di altri uomini, passati per caso. Sento le voci dei bambini che vanno per i vicoli, degli uomini che muoiono ammazzati negli agguati, di quelli che li aspettano e che poi gli sparano, a volte senza conoscerli, senza giudicarli. Sento le voci dei loro figli, e dei figli dei professionisti e dei figli degli impiegati e dei figli dei commercianti e dei figli delle puttane della stazione centrale mentre lentamente si infilano un ago in una vena. Poi non sento più niente, ho Marta davanti, e non un’alternativa adesso.

ESTRATTO “Per qualche anno”

Per qualche anno c’è stata Marta. C’è stata con una presenza costante, materiale e di principio, emotiva, è stata un indirizzo sicuro, un tetto, un interlocutore, un bisogno, una mappa, una vhs, il testo di una canzone. Io ho provato a farmi trovare, a darle risposte, a incoraggiarla. Ho cercato di esserci nelle fondamenta, nelle note, nei pianti soffocati di notti in cui fingeva di dormire. Ho riempito il suo bisogno di sfogarsi e la sua casella di posta elettronica nell’anno dei primi accesi a internet e del nostro ultimo addio. L’ho amata, e gliel’ho fatto sentire. Ovunque sia adesso di sicuro lo ricorda.

LA STORIA

Marcello Pignatta è stato allontanato dalla redazione del giornale per cui scrive. Mentre la sua inchiesta sulla gestione delle discariche abusive viene stralciata dalla linea editoriale, la vita privata si accende. Persone troppo importanti, transitate dal passato al presente, sono andate sfumando o sottraendosi di colpo. Quanto ingombra il peso lasciato dalla valigia di Silvia? Quanto vissuto è ancora vivo e aspetta di venire dissepolto?

Marcello parte per Bologna in cerca di riferimenti vecchi da cui cominciare a ricostruire. Eppure “esiste un punto in cui spesso si torna e da cui di nuovo si parte, a volte senza averlo individuato”. È lì che convergono i due filoni che raccolgono il romanzo, tra Napoli e Bologna, diverse e simili, così intensamente belle e così bruscamente ingiuste. Proprio a Napoli un ambizioso editorialista avvia una rivoluzione dalle conseguenze indecifrabili.

Dopo essere fuggiti per evitare il confronto con se stessi, ci si trova a volte davanti a un muro che non può essere eluso. Qui ricompaiono tutti i personaggi che hanno riempito la storia, propensi finalmente e svelarsi, a svelarci la verità.

NELLE MANI, 2004, romanzo.

copertina nelle mani

Illustrazione in copertina di Ilaria Barone

ESTRATTO “Da quando apro la porta”

Da quando apro la porta a quando le mie labbra ricevono il primo impulso che le spinge a muoversi, trascorre un arco di tempo che mi sembra infinito e mutevole nella frequenza delle onde e delle scosse che dividono i nostri corpi che si corrispondono rispetto alla linea di simmetria della soglia. Mi passano nella mente una serie di frasi possibili e di immagini belle e di sensazioni postume cattive che vengono portate a galla dal ricordo improvviso e impermeabile e invadente del nostro breve comune passato. Cerco di dare alla mia faccia una connotazione priva di elementi di facile analisi, ma credo che non mi stia venendo molto bene. Elena sta là, pure lei immobile e zitta, pure lei sorpresa e coinvolta nell’effetto immediato e repentino che le fa avermi davanti, pure lei vorrebbe dire e pure lei barcolla nel mare suscettibile che è l’atmosfera che ci circonda e ci comprime. “Adesso dico” mi ripeto qualche volta per eludere il classico senso di soffocamento. Dalle labbra appena aperte mi viene fuori un sospiro che sa di scampata sconfitta, negli occhi di Elena si accende una fiammella inquieta e pura. Mi sposto dalla soglia, le faccio così uno spazio che le basta per entrare. Entra, si guarda attorno come per soddisfare un desiderio che le domandava di venire a scoprire il mio mondo, il mio modo di modellarlo. La risposta alla sua domanda è in uno sguardo infinito che beve gli spazi e gli oggetti e forse le dinamiche dei miei movimenti. I suoi, di movimenti, sono un serie di mosse da giocatrice di scacchi concentrata che cerca di non farsi ingannare dalla fretta.

LA STORIA

Sandro scorre il presente liberandosi gradualmente di una parte della propria vita. I giorni che passano gli lasciano vaghe consapevolezze mostrandogli piccole verità. La storia è attraversata dal desiderio embrionale di riprendersi una fetta di passato, dall’acquisizione graduale di un altro tempo in cui la vita si pone come un “contenitore ingordo”. Si intravedono persone più o meno ingombranti che lasciano un mucchio di immagini sbiadite. Anche quando “le strade hanno di nuovo i nomi dei personaggi che hanno dominato nei libri del liceo e in quelli dell’università”, l’aria sembra “impregnata di smog e di ingiustizie e di frustrazioni e di incomprensioni e di vaneggiamenti e di lacrime”. Tra le confusioni di una società che non risponde ai bisogni si può scoprire all’improvviso una nuova strada fatta di possibilità. Il passato è un punto di partenza. Il presente è il momento per stringere il tempo già vissuto e affacciarsi sul futuro che “è un elemento di non definizione della vita, e per questo è una prospettiva fatta di speranze, di sogni, di immaginazione, di persone da conoscere, da invitare, da evitare, da mandare via”.

Il disegno in copertina è di Ilaria Barone.

Scanner Pozz 001

Illustrazione in copertina di Ilaria Barone

POZZANGHERE, 2000, romanzo.


I versi che seguono, introduzione al romanzo, sono stati scritti da Ilaria Barone.

7 ottobre

Capita a volte di ritrovarsi soli.

A pensare.

Soli, a pensare alla vita e alle storie e agli occhi e alle mani che ci attraversano come un dorato turbinio ventoso l’anima e il cuore.

Capita a volte di ritrovarsi per strada.

Nudi; di sé e delle proprie ambizioni. Convinzioni.

Di ritrovarsi fra le mani un coagulo di giorni e frasi buongiornoebuonasera in un’evaporazione costante di giovane Magia.

Emozioni in lenta evoluzione (involuzione).

Sospesi; fra ciò che vorremmo essere e ciò che ci è dato di vivere.

Appesi al filo di una provvisoria immagine di sé.

E mentre si è lì, fermi, a pensare,

e mentre sei lì, fermo, a guardare,

un’interminabile pioggia ti piomba fosca addosso improvvisa

per prosciugarti e per parlarti ancora.

Distratto a tratti ti scrolli e guardi in basso: a specchiarti nell’enorme pozzanghera formatasi ancora ai tuoi piedi.