Caro Saviano, strappare Salvini è legittimo.

polizia salvini

Foto da CUA Bologna

Oggi ho letto un post di Roberto Saviano. Lo scrittore si dice contrario all’azione dei manifestanti bolognesi che hanno strappato pagine da alcune copie del libro di Salvini, in vendita presso una libreria cittadina. Il gesto è avvenuto durante una delle tante visite del leghista nella nostra città. Costui si è fatto accogliere dalle università che dovrebbero insegnare valori che Salvini mette in discussione, che infanga con la sua pratica politica. Sappiamo che gli studenti che si sono opposti alla visita del razzista sono stati caricati dalla polizia. Questo dovrebbe suscitare la contrarietà di Roberto Saviano, non il coraggio di chi dissente. Abituandosi a tollerare questo vento fascista, è fin troppo chiaro dove si andrà a finire. Forse Salvini ha ricavato pubblicità da chi gli si è opposto, ma opporsi oggi è necessario, lo è culturalmente perché inficia il tentativo di normalizzare ogni ingiustizia sociale che subiamo. Opporsi è necessario per rispettare i migranti che affondano mentre cercano di raggiungere la salvezza, per quelli che vengono sfruttati nei campi di coltivazione italiani, veri e propri lager che tanti ignorano.

salvini strappato

Foto da HOBO

Strappare pagine dalle copie del libro di Salvini, non solo è giusto, ma è un atto legittimo e fiero di ribellione contro la statalizzazione delle prepotenze.

La lapide della vergogna e lo sfregio partigiano.

di Marco Martucci e Pina Zechini

25 aprile: Anpi Bolognina denuncia danneggiamento lapideDurante la giornata di lunedì 25 aprile qualcuno ha vergato un simbolo comunista, falce e martello, sulla lapide di Piazza dell’Unità. Con stupore abbiamo letto che il presidente della sezione ANPI della Bolognina auspica che vengano individuati gli autori del gesto. Forse questo signore ha tralasciato di leggere il testo inciso sulla lapide che avrebbe dovuto commemorare la battaglia della Bolognina per la Liberazione della città. Violentando qualsiasi nesso logico quel testo accosta la gloriosa battaglia del 1945 alla svolta di Achille Occhetto, che avviò il percorso che ha trasformato il PCI in quello che oggi è il partito autoritario di Renzi. L’allora segretario del Partito Comunista chiamò la sua svolta a destra “svolta della Bolognina”, infangando chi per quelle strade aveva combattuto per ben altri ideali di giustizia ed equità sociale.
 Altro paragone intollerabile è il richiamo alla caduta del muro di Berlino, in modo provocatoriamente antistorico. Che quel fatto sia avvenuto in modo pacifico e lineare è un enorme falso ideologico. L’unificazione nel segno dell’economia capitalista non ha pacificato nessuno, basta guardare ciò che accade oggi nell’est europeo. 
La lapide partigiana non è stata sfregiata dal simbolo comunista ma da coloro che manipolano la storia per opportunismo. Al presidente dell’ANPI della Bolognina suggeriamo che le persone che hanno posto il simbolo raffigurante falce e martello sulla lapide della vergogna, hanno agito in difesa della memoria e del sangue partigiani, memoria e sangue che quella lapide quotidianamente offende. Sperare che queste persone vengano individuate ci sembra francamente un desiderio piuttosto fascista.

Risparmiatori-Banche: interessi in conflitto – VIDEO ALL’INTERNO

di Marco Martucci e Pina Zechini

Sabato 16 Aprile, un gruppo di cittadini auto-organizzati ha protestato a Bologna davanti alla sede della Banca d’Italia. Si trattava di risparmiatori che hanno subito gravi perdite dal fallimento di alcune banche e che si sentono presi in giro dal Governo Renzi e dal Decreto Salva-Banche. Esasperati, hanno assistito a un gioco al rimpallo delle responsabilità senza che venissero messi in discussione gli interessi economici garantiti dai poteri forti.

Molte persone hanno perso tutto. Il governo non ha preso alcun impegno concreto nella direzione di un risarcimento pieno e generalizzato dei risparmiatori.

Le persone in presidio hanno denunciato le gravi responsabilità di Bankitalia nell’attuazione di un decreto che ha azzerato i risparmi di decine di migliaia di risparmiatori basandosi su un articolo, il 52, che sarebbe dovuto entrare in vigore a norma di legge dal primo gennaio 2016. Eppure il Governo lo ha utilizzato già in novembre. In queste ore il Tar del Lazio si pronuncerà in merito.

La direttiva europea sul bail-in (letteralmente “Cauzione interna”) si basa sul concetto che se una banca fallisce, a pagare debbano essere innanzitutto gli azionisti dell’Istituto stesso senza ricorrere agli aiuti di Stato. La norma è complessa e di difficile lettura se non si è abbastanza ferrati in economia. Due fatti però in questa vicenda appaiono chiari: da un lato l’ennesima imposizione dei poteri forti europei che non tengono in nessun conto i cittadini stessi; dall’altro, il vizietto dell’imbroglio, così tipico della politica nostrana.

In tutto questo sono sempre le persone comuni a vedere i propri diritti calpestati, mentre nessun dirigente o manager incompetente o responsabile ha perso il proprio gruzzolo.

Da Vespa a Riina, la mafia siamo noi.

UnknownSpinto dalle tante critiche piovute nei social, ho deciso di guardare e ascoltare l’intervista che Bruno Vespa ha fatto a Salvo Riina, figlio del boss.

Confesso (siamo in tema) che non mi aveva colpito particolarmente che un rampollo di mafia finisse per essere intervistato (dalla televisione di stato). Come ha scritto Claudio Fava recentemente, l’opportunità in certi casi è legata allo spirito col quale il giornalista svolge la sua funzione.

A colpirmi in mezzo alle tante indignazioni, è la facilità con la quale noi italiani soprassediamo su tutto quanto garantisce l’esistenza della malavita organizzata, per sorprenderci poi al palesarsi degli effetti. Non sto qui a dire che il gruppo dirigente di questo paese è fatto di corrotti e che i rapporti mafia-politica sono all’ordine del giorno, scoprirei l’acqua calda. Tuttavia l’inettitudine, la passività con la quale questo popolo accetta ogni inganno, finiscono per garantire il perpetrarsi di ingiustizie e squallori di varia natura. Veniamo governati da gente che si beffa degli esiti di elezioni e referendum, gente che garantisce il perpetrarsi di guerre e terrorismi, gente che certamente in alcuni casi ha rapporti diretti con i malavitosi, spesso ci fa affari, gente che ripete le medesime bugie in ogni campagna elettorale e che torna a coprire le stesse poltrone. Dall’avvento di Berlusconi a oggi, mi pare di ricordare che quasi tutti i partiti esistenti (alcuni saltuariamente cambiano nome) abbiano governato più o meno insieme, dalle amministrazioni locali ai governi nazionali. E tutti in qualche modo hanno mortificato principi di democrazia, hanno escluso dal proprio impegno i bisogni delle persone. Alcuni di questi partiti si sono sciolti e riuniti sotto nuovi cartelli elettorali per raccogliere il consenso minimo indispensabile per continuare a fare quanto facevano: garantire se stessi.

Il caso recente che mi ha molto colpito è sorto dal consiglio regionale dell’Emilia Romagna. Lì i consiglieri di SEL e dell’Altra Emilia Romagna (nata dai cartelli elettorali pro Tsipras, durante le scorse elezioni europee), hanno votato a favore dei finanziamenti alle scuole private, dopo che si erano teoricamente opposti ai tempi dell’ultimo referendum cittadino. Ovviamente non intendo catalogare queste persone come malavitose, ma la prassi per cui, a dispetto di ogni etica, si ingannano migliaia o milioni di persone senza alcuna fatica, e il fatto che la gente lo accetti come elemento scontato dell’italiana maniera, permetterà per sempre un Riina in tv a promuovere un libro senza venire incalzato dal giornalista che lo intervista.

Dopodiché, perdonatemi la provocazione, coi governanti che ci siamo trovati da quando ho memoria, un Provenzano premier non mi allarmerebbe.

Chi ammazza Cristo? Confidiamo nella politica.

Non hanno pietà, non hanno etica, non hanno dignità. Dall’Italia all’Unione Europea, ai vertici delle istituzioni ci arrivano i più infami rappresentanti della specie umana. Finanziano strumenti di morte. Esportano morte. Importano morte. Guadagnano sui morti. Piangono per i morti. Utilizzano i morti per farsi pubblicità.

Federica Mogherini, rappresentante esteri UE, gioca a piangere davanti alle telecamere.

Salvini seleziona tra sangue e macerie i selfie della propaganda.

La strada per fermare il massacro è chiara, la si evita sistematicamente.

Che mondo di merda.

Contro natura, la maternità o la guerra?

di Marco Martucci e Pina Zechini

Davanti alle questioni di etica civile diventiamo tutti esperti. In questa terra di guerrafondai, papponi, ladri e ignoranti ognuno si assurge a depositario della verità. In particolare i meno competenti affrontano certi temi con grandissima padronanza del nulla. Non è un caso che riguardo alla maternità surrogata (volgarmente “utero in affitto”) la maggior parte dei sermoni sia venuto da maschi, che di utero, fino a oggi, non ci pare fossero provvisti. Inoltre le idee più retrograde si nascondono dietro slogan a favore della famiglia tradizionale. Ancora una volta non si tratta di difendere i diritti delle donne ma semplicemente e puramente di omofobia. E non si tratta neppure dei diritti dei bambini che verranno affidati a coppie che li hanno desiderati e attesi. Se pensassimo ai bimbi del mondo, non permetteremmo che vengano a morire sulle nostre spiagge, alle nostre frontiere. Perciò sarebbe contro natura l’utero in affitto, mentre sarebbe perfettamente naturale l’accanimento terapeutico da praticarsi su esseri umani con ogni mezzo medico-scientifico. Sarebbe contro natura l’eutanasia, e naturale la sofferenza di un corpo affetto da malattia mortale.

coppia canadeseUtilizzando una foto della coppia omosessuale formata dai canadesi BJ Barone e Frankie Nelson che tengono in braccio il loro bambino (nato proprio attraverso la pratica della maternità surrogata), il partito Fratelli d’Italia ha realizzato un manifesto su cui compariva la scritta “Lui non potrà mai dire mamma”.

Figli fino a oggi di coppie tradizionali, sono invece quegli uomini e quelle donne che senza preoccuparsene commissionano guerre o stabiliscono che nazioni, che la guerra la ripudiano costituzionalmente, partecipino al massacro. In tanti muoiono sotto le bombe, a qualunque età, e certamente non potranno più dire “mamma” né pronunciare alcuna altra parola. Ma l’Italia va ancora una volta alla guerra. Ci diranno che ci sono mille buoni motivi per combattere. Nessuno invocherà la Natura, stavolta sarebbe sconveniente. Le nostre bombe uccideranno con buona pace dei moralizzatori nostrani.

Chiudete le tube a Salvini

terroni-salviniMaschio apparentemente poco intelligente, rivolge ai più ottusi concetti semplici e volgari con un linguaggio diretto. È buono per una gara di rutti tra vecchi compagni di scuola. I cori contro i napoletani (che potete ascoltare nel video) fanno parte del suo repertorio. Molti si sentono rappresentati, e questo ci dovrebbe spaventare. Non offre, per parte sua, un buon esempio della famiglia tradizionale. Sposato e divorziato, ha procreato in due circostanze, con due donne. Che sia un buon padre è una tesi tutta da dimostrare, nel frattempo sta parlando dei figli degli altri, a caccia di consenso. Ma in quale paese può trovare consenso un personaggio del genere?