PRIMA DI MORIRE

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Tu, Alessandro Mantovani, anteporrai l’idea a ogni altra cosa. Ne farai l’unico obiettivo, un insistente bisogno da appagare. Ti imporrà il primo pensiero al mattino, condizionerà il tuo umore. Avvertirai tutta l’urgenza, sarà forse la fretta a farti sbagliare. Sottovaluterai le relazioni, le passioni che le donne qui vicino serbano, ostentano. Tradirai loro, e tu sai chi altro. Ignorerai tuo fratello. Vivrai solo. E quando sarà troppo tardi, quel che è stato ti passerà davanti, e penserai alla prima cosa che ti avrebbe cambiato e salvato la vita, e ti dannerai per averla trascurata. Non ci sarà tempo per nient’altro, solo pochi istanti in cui immaginare le cose che avresti voluto fare ancora, prima di morire.

Alessandro Mantovani è stato ucciso. Prima di morire ha costruito relazioni personali e politiche che condizioneranno il futuro dell’intero Paese, la vita di suo fratello. Claudio si ritroverà coinvolto in una realtà lontana dalle sue abitudini di ricco dissipatore di tempo e denaro. Scoprirà che Alessandro era il riferimento di una organizzazione segreta, ormai pronta a intervenire in contesti di ingiustizia sociale. Veicolo della storia le donne che erano state vicine al fratello scomparso. Conservano informazioni, nascondono segreti, aprono porte. Sono sincere e reticenti, tenaci e sofferte, opportuniste. Una sola tra loro, al tempo dell’amore con Alessandro, “non lo avrebbe abbandonato, tradito, deluso, ignorato mai”. L’inadeguatezza culturale non preclude a Claudio le chiavi per una dimensione densa di rapporti, fatti, conflitto sociale. I quadri di Frida Kahlo e le canzoni dei Depeche Mode faranno solo da sfondo alla vicenda o lasceranno indicazioni da registrare?

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