Risparmiatori-Banche: interessi in conflitto – VIDEO ALL’INTERNO

di Marco Martucci e Pina Zechini

Sabato 16 Aprile, un gruppo di cittadini auto-organizzati ha protestato a Bologna davanti alla sede della Banca d’Italia. Si trattava di risparmiatori che hanno subito gravi perdite dal fallimento di alcune banche e che si sentono presi in giro dal Governo Renzi e dal Decreto Salva-Banche. Esasperati, hanno assistito a un gioco al rimpallo delle responsabilità senza che venissero messi in discussione gli interessi economici garantiti dai poteri forti.

Molte persone hanno perso tutto. Il governo non ha preso alcun impegno concreto nella direzione di un risarcimento pieno e generalizzato dei risparmiatori.

Le persone in presidio hanno denunciato le gravi responsabilità di Bankitalia nell’attuazione di un decreto che ha azzerato i risparmi di decine di migliaia di risparmiatori basandosi su un articolo, il 52, che sarebbe dovuto entrare in vigore a norma di legge dal primo gennaio 2016. Eppure il Governo lo ha utilizzato già in novembre. In queste ore il Tar del Lazio si pronuncerà in merito.

La direttiva europea sul bail-in (letteralmente “Cauzione interna”) si basa sul concetto che se una banca fallisce, a pagare debbano essere innanzitutto gli azionisti dell’Istituto stesso senza ricorrere agli aiuti di Stato. La norma è complessa e di difficile lettura se non si è abbastanza ferrati in economia. Due fatti però in questa vicenda appaiono chiari: da un lato l’ennesima imposizione dei poteri forti europei che non tengono in nessun conto i cittadini stessi; dall’altro, il vizietto dell’imbroglio, così tipico della politica nostrana.

In tutto questo sono sempre le persone comuni a vedere i propri diritti calpestati, mentre nessun dirigente o manager incompetente o responsabile ha perso il proprio gruzzolo.

Contro natura, la maternità o la guerra?

di Marco Martucci e Pina Zechini

Davanti alle questioni di etica civile diventiamo tutti esperti. In questa terra di guerrafondai, papponi, ladri e ignoranti ognuno si assurge a depositario della verità. In particolare i meno competenti affrontano certi temi con grandissima padronanza del nulla. Non è un caso che riguardo alla maternità surrogata (volgarmente “utero in affitto”) la maggior parte dei sermoni sia venuto da maschi, che di utero, fino a oggi, non ci pare fossero provvisti. Inoltre le idee più retrograde si nascondono dietro slogan a favore della famiglia tradizionale. Ancora una volta non si tratta di difendere i diritti delle donne ma semplicemente e puramente di omofobia. E non si tratta neppure dei diritti dei bambini che verranno affidati a coppie che li hanno desiderati e attesi. Se pensassimo ai bimbi del mondo, non permetteremmo che vengano a morire sulle nostre spiagge, alle nostre frontiere. Perciò sarebbe contro natura l’utero in affitto, mentre sarebbe perfettamente naturale l’accanimento terapeutico da praticarsi su esseri umani con ogni mezzo medico-scientifico. Sarebbe contro natura l’eutanasia, e naturale la sofferenza di un corpo affetto da malattia mortale.

coppia canadeseUtilizzando una foto della coppia omosessuale formata dai canadesi BJ Barone e Frankie Nelson che tengono in braccio il loro bambino (nato proprio attraverso la pratica della maternità surrogata), il partito Fratelli d’Italia ha realizzato un manifesto su cui compariva la scritta “Lui non potrà mai dire mamma”.

Figli fino a oggi di coppie tradizionali, sono invece quegli uomini e quelle donne che senza preoccuparsene commissionano guerre o stabiliscono che nazioni, che la guerra la ripudiano costituzionalmente, partecipino al massacro. In tanti muoiono sotto le bombe, a qualunque età, e certamente non potranno più dire “mamma” né pronunciare alcuna altra parola. Ma l’Italia va ancora una volta alla guerra. Ci diranno che ci sono mille buoni motivi per combattere. Nessuno invocherà la Natura, stavolta sarebbe sconveniente. Le nostre bombe uccideranno con buona pace dei moralizzatori nostrani.