Caro Saviano, strappare Salvini è legittimo.

polizia salvini

Foto da CUA Bologna

Oggi ho letto un post di Roberto Saviano. Lo scrittore si dice contrario all’azione dei manifestanti bolognesi che hanno strappato pagine da alcune copie del libro di Salvini, in vendita presso una libreria cittadina. Il gesto è avvenuto durante una delle tante visite del leghista nella nostra città. Costui si è fatto accogliere dalle università che dovrebbero insegnare valori che Salvini mette in discussione, che infanga con la sua pratica politica. Sappiamo che gli studenti che si sono opposti alla visita del razzista sono stati caricati dalla polizia. Questo dovrebbe suscitare la contrarietà di Roberto Saviano, non il coraggio di chi dissente. Abituandosi a tollerare questo vento fascista, è fin troppo chiaro dove si andrà a finire. Forse Salvini ha ricavato pubblicità da chi gli si è opposto, ma opporsi oggi è necessario, lo è culturalmente perché inficia il tentativo di normalizzare ogni ingiustizia sociale che subiamo. Opporsi è necessario per rispettare i migranti che affondano mentre cercano di raggiungere la salvezza, per quelli che vengono sfruttati nei campi di coltivazione italiani, veri e propri lager che tanti ignorano.

salvini strappato

Foto da HOBO

Strappare pagine dalle copie del libro di Salvini, non solo è giusto, ma è un atto legittimo e fiero di ribellione contro la statalizzazione delle prepotenze.

Chi ammazza Cristo? Confidiamo nella politica.

Non hanno pietà, non hanno etica, non hanno dignità. Dall’Italia all’Unione Europea, ai vertici delle istituzioni ci arrivano i più infami rappresentanti della specie umana. Finanziano strumenti di morte. Esportano morte. Importano morte. Guadagnano sui morti. Piangono per i morti. Utilizzano i morti per farsi pubblicità.

Federica Mogherini, rappresentante esteri UE, gioca a piangere davanti alle telecamere.

Salvini seleziona tra sangue e macerie i selfie della propaganda.

La strada per fermare il massacro è chiara, la si evita sistematicamente.

Che mondo di merda.